Hai notato che in certi periodi dell’anno sulla spazzola o nello scarico della doccia si accumulano più capelli del solito? Non è un’impressione. La parola “alopecia” deriva dal greco antico alopex, la volpe — un animale che perde visibilmente il pelo due volte l’anno.
Anche nell’essere umano accade qualcosa di simile e capirlo può risparmiarti molte preoccupazioni inutili.

Che cos'è davvero la caduta stagionale
La caduta stagionale dei capelli, nota in tricologia come telogen effluvium stagionale, è un aumento temporaneo della caduta che si verifica in periodi prevedibili dell’anno. Non è una malattia né un segno di caduta permanente. È un ritmo normale del ciclo di crescita del capello, osservato in molti mammiferi — esseri umani compresi.
Per capirlo è utile sapere come crescono i capelli. Ogni capello attraversa un ciclo di tre fasi. La maggior parte dei tuoi capelli — circa dall’80 all’85 % — si trova in anagen, la fase di crescita attiva, che dura tra i due e i sei anni e durante la quale il capello cresce all’incirca da uno a un centimetro e mezzo al mese. Una piccola parte, solo dall’1 al 2 % circa, si trova in catagen, una breve fase di transizione. Il resto è in telogen, la fase di caduta, al termine della quale il capello viene rilasciato e uno nuovo inizia a formarsi al suo posto. Poiché in ogni momento dal 12 al 15 % dei tuoi capelli si trova in telogen, perdere qualche capello ogni giorno è del tutto normale: una caduta tra i 50 e i 100 capelli al giorno è considerata assolutamente tipica. Si tratta semplicemente di capelli vecchi che lasciano il posto a quelli nuovi.
Perché si perdono più capelli in primavera e in autunno
La caduta stagionale tende a concentrarsi in due finestre: la primavera (all’incirca da fine marzo a maggio) e l’autunno (da settembre a novembre), con il picco autunnale di solito il più evidente.
La spiegazione principale la collega alla luce e ai ritmi stagionali dell’organismo. Le variazioni delle ore di luce nel corso dell’anno sembrano influenzare il ciclo di crescita del capello, spingendo in telogen una quota maggiore di follicoli in determinati periodi. Alcune ricerche hanno osservato una percentuale più alta di capelli che entrano in fase telogen durante l’estate; poiché quella fase si completa nelle settimane successive, la caduta diventa visibile all’incirca 100 giorni dopo — ed è per questo che moltissime persone la notano in autunno anziché in estate.
Un’ipotesi molto citata è che in estate la densità dei capelli aumenti leggermente come forma naturale di protezione del cuoio capelluto dall’esposizione solare e che questi capelli in più vengano persi quando non servono più. Qualunque sia l’innesco preciso, il punto chiave resta lo stesso: questa caduta è temporanea e la ricrescita arriva.
Quanta caduta è normale?
È la domanda che conta di più, perché la risposta è rassicurante. Con il 12-15 % dei capelli in fase telogen in ogni momento, una certa quantità di caduta quotidiana è semplicemente il lato visibile di un ciclo normale. Durante un picco stagionale, per qualche settimana puoi notare quel lato del processo più del solito.
La caduta stagionale ha due caratteristiche distintive: è diffusa (distribuita in modo uniforme su tutto il cuoio capelluto, non concentrata in un’unica zona) ed è temporanea (si risolve da sola, di solito nel giro di poche settimane). Se la tua caduta corrisponde a questa descrizione, in genere non c’è motivo di preoccuparsi.
Quando la caduta stagionale non è la spiegazione
La caduta stagionale è innocua. Alcuni schemi, però, indicano qualcosa di diverso da un ciclo stagionale ed è bene conoscerli:
- Una riga che si allarga. Se lo spazio lungo la riga appare progressivamente più largo nel tempo, questo indica un vero diradamento più che un episodio stagionale.
- Una caduta con uno schema definito. Una caduta concentrata alle tempie, sull’attaccatura o sul vertice — anziché distribuita in modo uniforme — può indicare una caduta androgenetica (calvizie maschile o femminile), che ha una causa diversa ed è progressiva.
- Una caduta che non si arresta. L’effluvio stagionale si risolve da solo. Una caduta che prosegue ben oltre la finestra stagionale tipica, o per tutto l’anno, merita un approfondimento.
- Ricrescita lenta o assente. Alla caduta stagionale segue la ricrescita. Se non vedi spuntare nuovi capelli, è un segnale che vale la pena approfondire.
Se una di queste descrizioni corrisponde alla tua situazione, la caduta potrebbe non essere affatto stagionale. In quel caso vale la pena conoscere le opzioni tra i trattamenti clinici per la caduta e la rigenerazione capillare e richiedere una valutazione adeguata invece di aspettare il cambio di stagione.
La caduta stagionale è di solito lieve, ma se il diradamento persiste può avere un’altra causa. Consulta la nostra guida alla caduta dei capelli femminile.
Sostenere i capelli durante un picco stagionale
Anche se la caduta stagionale fa il suo corso da sola, qualche abitudine sensata aiuta i tuoi capelli ad attraversarla:
- Una routine costante e delicata per cuoio capelluto e capelli. Detergi con prodotti adatti al tuo cuoio capelluto ed evita lavaggi aggressivi o calore eccessivo.
- Un’alimentazione equilibrata. La salute dei capelli dipende da un apporto costante di nutrienti; una dieta varia che comprenda proteine, ferro, zinco e vitamine in quantità adeguate sostiene il ciclo di crescita.
- Gestire lo stress. Uno stress fisico o emotivo importante può innescare di per sé un telogen effluvium, indipendentemente da qualsiasi effetto stagionale. Ritagliarsi momenti di riposo e recupero aiuta davvero.
Nel dubbio, fallo valutare
La parte più difficile della caduta stagionale è capire se quello che vedi è il normale ritmo stagionale o il primo segno di qualcosa che richiede attenzione. Spesso solo un’osservazione attenta nel tempo — o un occhio professionale — riesce a cogliere la differenza.
Se hai dei dubbi, la nostra Hair Clinic online gratuita permette a uno specialista in tricologia di esaminare personalmente il tuo caso e di inviarti una valutazione su misura, senza costi e senza impegno. È il modo più semplice per sostituire la preoccupazione con una risposta chiara.













