In breve: la ferritina è la proteina che immagazzina il ferro e la ferritina sierica è il marcatore abituale delle riserve di ferro. Una ferritina bassa, cioè una carenza di ferro anche quando l’emoglobina è normale, è associata alla caduta diffusa dei capelli (telogen effluvium), soprattutto nelle donne in età fertile. Non esiste una soglia universale di ferritina per i capelli: il risultato deve essere interpretato da un medico e il ferro non va mai assunto senza la sua indicazione.
Se i tuoi capelli cadono più del solito e dalle analisi del sangue è emersa una ferritina bassa, probabilmente ti stai chiedendo se le due cose sono collegate e cosa fare adesso. In questa guida spieghiamo cosa misura la ferritina, come si manifesta di solito la caduta dei capelli da carenza di ferro, perché il valore va letto da un medico e in che modo le riserve di ferro e i capelli tendono a recuperare con il tempo.

Cos'è la ferritina e perché conta per i capelli
Il ferro svolge molte funzioni nell’organismo: trasporta l’ossigeno nei globuli rossi, partecipa alla produzione di energia e interviene nella divisione cellulare. I follicoli piliferi contengono alcune delle cellule che si dividono più rapidamente in tutto il corpo, e questo è uno dei motivi per cui risentono di una carenza. La ferritina è la proteina che immagazzina il ferro all’interno delle cellule e lo rilascia quando serve. Una piccola quantità circola nel sangue, e proprio questo livello di ferritina sierica è il marcatore standard che i medici usano per stimare quanto sono piene le riserve di ferro dell’organismo.
Un punto che molti trascurano: la carenza di ferro può esistere anche senza anemia. L’emoglobina, il valore che quasi tutti guardano per primo, spesso resta normale finché le riserve non sono già molto ridotte, mentre la ferritina può essere già bassa. In questa fase di “carenza di ferro senza anemia” (sideropenia senza anemia), l’aumento della caduta è a volte la prima cosa che una persona nota. Per una visione più ampia di come si sviluppano caduta e diradamento, leggi il capitolo della nostra guida su caduta dei capelli e alopecia.
Come si manifesta di solito la caduta dei capelli da carenza di ferro
Il quadro più spesso associato a riserve di ferro basse è il telogen effluvium: una caduta diffusa in cui più capelli del normale passano dalla fase di crescita a quella di riposo e cadono qualche mese dopo. Si notano più capelli nello scarico della doccia, sul cuscino e nella spazzola, una coda più sottile e una perdita generale di densità su tutto il cuoio capelluto, piuttosto che una chiazza senza capelli. L’associazione è più forte nelle donne in età fertile, in cui le perdite di ferro sono più frequenti.
E la caduta di tipo androgenetico? Qui le evidenze sono contrastanti e limitate. L’alopecia androgenetica dipende principalmente dalla genetica e dalla sensibilità del follicolo agli androgeni, e non è dimostrato che la carenza di ferro ne sia la causa. È plausibile, invece, che una ferritina bassa si sommi, con una caduta diffusa, a un quadro androgenetico già presente, rendendo il diradamento più visibile. Correggere la carenza può ridurre questa caduta aggiuntiva, ma non ci si aspetta che inverta il quadro di fondo. Se non sai con certezza di che tipo di caduta soffri, la nostra guida sui tipi e le cause della caduta dei capelli ti aiuta a riconoscere le differenze.
Leggere la ferritina: perché non esiste un numero magico
Spesso si cerca un singolo valore di ferritina che “spieghi” la caduta dei capelli. In realtà il numero va letto nel suo contesto, per tre motivi:
- I laboratori definiscono la carenza in modo diverso. I valori soglia si collocano in genere al di sotto di circa 15-30 ng/mL, a seconda del laboratorio e delle linee guida che segue. Alcuni specialisti del capello preferiscono vedere valori più alti nei pazienti con caduta, ma la questione è dibattuta e non esiste un obiettivo condiviso per i capelli. È il tuo medico a stabilire cosa significa il risultato nel tuo caso.
- La ferritina è una proteina di fase acuta. Aumenta con infiammazione, infezioni e malattie del fegato, quindi una ferritina “normale” può nascondere una carenza reale durante o dopo una malattia, oppure in chi ha una condizione infiammatoria cronica.
- Lo stato del ferro non si valuta con un solo esame. Per un quadro più completo, il medico può richiedere anche la saturazione della transferrina, la sideremia, un emocromo completo con emoglobina e la PCR (proteina C reattiva) per escludere un’infiammazione.
Poiché la caduta dei capelli può avere molte cause, lo stesso prelievo può includere altri marcatori: funzionalità tiroidea (TSH), vitamina D, vitamina B12 e zinco sono tra gli esami che un medico può prendere in considerazione. Un aspetto da chiarire: l’analisi del cuoio capelluto con tricoscopia può mostrare il tipo e l’attività della caduta, ma non può misurare il ferro. Solo un esame del sangue può farlo.
Sintomi della ferritina bassa e chi è più a rischio
Quando le riserve di ferro sono basse, la caduta dei capelli spesso non è l’unico segnale. Altri segni che meritano un colloquio con il medico sono stanchezza persistente, pallore, fiato corto salendo le scale o facendo sport, unghie fragili, gambe senza riposo durante la notte e una maggiore sensibilità al freddo rispetto agli altri. Alcune persone ne presentano diversi; altre hanno solo il problema dei capelli.
Alcune situazioni rendono più probabile la carenza di ferro:
- Mestruazioni abbondanti, una delle cause principali nelle donne in età fertile.
- Gravidanza e mesi dopo il parto, quando il fabbisogno aumenta e le riserve spesso si esauriscono.
- Diete vegetariane o vegane non pianificate tenendo conto del ferro.
- Donazioni di sangue frequenti e sport di resistenza, che aumentano entrambi le perdite.
- Patologie gastrointestinali come la celiachia o le malattie infiammatorie intestinali, e la chirurgia bariatrica, che riducono l’assorbimento.
- Sanguinamenti gastrointestinali, che possono essere silenziosi.
Negli uomini e nelle donne in postmenopausa, la carenza di ferro non viene mai considerata “normale”: richiede sempre un’indagine sulla causa, perché all’origine può esserci una perdita di sangue che non si vede. Se vuoi capire come il ferro si inserisce accanto ai fattori ormonali e post-parto, trovi altre informazioni nel nostro articolo sulla perdita di capelli femminile.
Perché la ferritina bassa non va trattata con il fai da te
La tentazione di comprare un integratore di ferro il giorno stesso in cui arriva il referto è forte. Medici e tricologi lo sconsigliano, per buoni motivi. Il ferro in eccesso è dannoso: l’organismo non ha un modo efficiente per eliminarlo e un sovraccarico delle riserve può danneggiare gli organi, in particolare nelle persone con un’emocromatosi non diagnosticata, una condizione ereditaria in cui il ferro si accumula. Gli integratori causano spesso disturbi gastrici, stitichezza o nausea, e per questo molte persone finiscono per assumerli in modo irregolare. Prendere ferro “per sicurezza” può inoltre nascondere il vero problema: se la carenza dipende da un sanguinamento o da uno scarso assorbimento, l’integratore migliora il valore mentre la causa continua ad agire. Infine, le compresse di ferro sono una causa ben nota di avvelenamento accidentale nei bambini e vanno conservate fuori dalla loro portata.
Trattamento, recupero e cosa aspettarti dai tuoi capelli
Il trattamento viene stabilito dal medico una volta individuata la causa. In molti casi si tratta di ferro per via orale; lo schema varia e alcuni medici ricorrono alla somministrazione a giorni alterni per migliorare la tollerabilità. Quando il ferro orale non è tollerato o l’assorbimento è scarso, in casi selezionati si può usare il ferro per via endovenosa. Altrettanto importante è correggere il fattore scatenante: gestire le mestruazioni abbondanti, trattare una patologia gastrointestinale o modificare l’alimentazione. Di solito il medico ricontrolla la ferritina dopo un periodo di trattamento per confermare che le riserve si stanno ricostituendo.
La pazienza fa parte del piano. I follicoli rispondono allo stato interno dell’organismo con un certo ritardo, quindi la caduta non si ferma nella settimana in cui inizia la terapia. Una volta ripristinate le riserve e corretta la causa, la caduta diffusa tende ad attenuarsi nell’arco di diversi mesi. La ricrescita è graduale, perché i capelli crescono circa 1 cm al mese: i primi a comparire sono spesso i capelli corti e nuovi lungo l’attaccatura e la riga, mentre per una densità visibile serve più tempo. Se desideri che uno specialista in tricologia valuti il tipo di caduta mentre con il tuo medico ti occupi degli esami del sangue, la Clinica dei Capelli online gratuita esamina alcune fotografie e un breve questionario, senza alcun impegno.
Alimentazione: come sostenere le riserve di ferro
L’alimentazione conta, anche se da sola non sempre riesce a correggere una carenza già presente. La forma del ferro è fondamentale. Il ferro eme, presente in carne rossa, pollame, pesce e frutti di mare, viene assorbito decisamente meglio del ferro non eme, che si trova in legumi, lenticchie, tofu, verdure a foglia verde scuro, cereali arricchiti e semi. Chi consuma pochi prodotti di origine animale, o nessuno, può comunque coprire il proprio fabbisogno, ma il piatto va pianificato.
- Abbina il ferro vegetale alla vitamina C. Peperoni, agrumi, kiwi, fragole o pomodori nello stesso pasto favoriscono l’assorbimento del ferro non eme.
- Tieni tè e caffè lontani dai pasti. I loro polifenoli riducono l’assorbimento del ferro se assunti insieme; spesso si consiglia di lasciar passare circa un’ora.
- Attenzione ai tempi del calcio. Grandi quantità di calcio (latticini o integratori) assunte con un pasto ricco di ferro possono ridurre la quota assorbita.
Mangiare bene per i capelli significa tanto limitare quanto aggiungere; il nostro articolo sugli alimenti che danneggiano i capelli passa in rassegna le abitudini che, senza farsi notare, remano contro la qualità dei capelli.
Domande frequenti
Può avere un ruolo. La carenza di ferro si sviluppa per fasi e la ferritina spesso scende prima dell’emoglobina. La caduta diffusa è stata associata a una ferritina bassa in persone con emocromo ancora normale, ed è per questo che i medici che valutano la caduta dei capelli guardano spesso la ferritina e non solo l’emoglobina. Non esiste un valore condiviso a livello universale. Ogni laboratorio fissa la propria soglia di carenza e alcuni specialisti del capello preferiscono valori più alti, ma la questione è dibattuta. Poiché anche l’infiammazione può alterare la ferritina, il risultato va interpretato dal tuo medico insieme agli altri marcatori del ferro. Una volta ripristinate le riserve di ferro e corretta la causa di fondo, la caduta tende ad attenuarsi nell’arco di diversi mesi. La ricrescita è graduale, circa 1 cm al mese, quindi un miglioramento visibile della densità richiede di solito più tempo di quanto ne serva perché la caduta si calmi. No. Il ferro va assunto solo quando una carenza è stata confermata e un medico ne ha cercato la causa. Il ferro in eccesso è dannoso, gli integratori hanno effetti collaterali e il fai da te può nascondere problemi come sanguinamenti o scarso assorbimento che richiedono attenzione.La ferritina bassa può causare la caduta dei capelli anche se non ho l'anemia?
Quale livello di ferritina serve per la crescita dei capelli?
Quanto tempo ci vuole perché i capelli recuperino dopo il trattamento della carenza di ferro?
Devo prendere integratori di ferro per la caduta dei capelli senza fare le analisi del sangue?
Questo articolo fa parte della nostra guida completa: caduta dei capelli e alopecia. Potrebbero interessarti anche: guida al telogen effluvium e alopecia androgenetica femminile e maschile.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce un parere medico personalizzato. I prodotti SIMONE TRICHOLOGY sono dermocosmetici e non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia.














